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KLIMT IN ATTERSEE: LETTERE A MIZZI

-A. Celletti
Dall’Attersee [Fine agosto 1900]
Mio caro Gusterl!
Mi congratulo con te di tutto cuore per il tuo compleanno e desidero tutto il meglio per il tuo futuro. Adesso hai già un anno, e questo vuol dire che sei in tutto e per tutto un ometto, dal quale ci si attende che cammini da solo, che dica mamma e papà o che almeno stia imparando a dirlo, e che abbia voglia di arrampicarsi sulle cose più svariate anche tramite le parole, quelle cose che fino ad oggi non poteva afferrare attraverso i loro nomi, lasciandole trascorrere intorno a sé sotto silenzio.
Sono curioso di vedere se riuscirai a fare tutto questo perbene, diventando così giovanotto come si deve.
Ancora i migliori auguri.
Dall’Attersee [ Inizio agosto 1903]
Amata Mizzi!
Non ho ancora riempito il calamaio  – devo scriverti con il lapis.
Grazie di tutto cuore per gli auguri di mamma e figlioletto -la lettera è arrivata con qualche giorno di ritardo, ma non fa niente.
Apprendo con vivissimo dispiacere dispiacere della tua malattia e del tuo aspetto pessimo – anche se non sei del tutto incolpevole a causa della tua imprevidenza – non credi, cara Mizzl, che sarebbe l’ora di pensare un po’ a te stessa? La storia si ripete daccapo sempre uguale, certe cose sono pericolose, dovresti veramente evitartele.
Io sto bene, e sono costantemente a lavoro.
Vuoi conoscere i miei orari – la mia cura quotidiana; adesso è molto semplice e tutto sommato ordinata.
Mi alzo la mattina presto, il più delle volte intorno alle 6, un po’ prima un po’ dopo; se il tempo è bello, vado nel bosco vicino, dipingo là un piccolo faggeto (col sole), con alcune conifere nel mezzo, e questo dura fino alle 8, poi faccio colazione, in seguito faccio un bagno nel lago con ogni precauzione – e qui dipingo un altro po’ un panorama del lago quando c’è il sole, mentre col brutto tempo un paesaggio dalla finestra della mia camera- a volte interrompo questa pittura mattutina  e invece studio i miei libri giapponesi- all’aperto. così si fa mezzogiorno, viene ora di mangiare e dopo riposino oppure lettura, fino a merenda, e prima o dopo la merenda un secondo bagno nel lago, non sempre ma spesso. Dopo la merenda ricomincio a dipingere – un grosso pioppo nel crepuscolo con un temporale incombente – e ogni tanto invece di dipingere il pomeriggio vado a fare una partita a bocce nel paese vicino, ma raramente. Viene la sera, la cena, poi vado a letto presto e la mattina di nuovo fuori dai cuscino di buon’ora… Sono passate nel modo che ti ho descritto già due settimane di questa vita , giorno dopo giorno, circa la metà delle vacanze se ne è andata e tra poco tornerò volentieri a Vienna.
Apprendo con soddisfazione che il piccolo Otterl è diventato obbediente e ragionevole – sempre che continui ad esserlo- Gusterl avrà bisogno di un po’ di tempo ancora – ”chi sa cosa è meglio”, bisognerebbe chiedersi. Spero comunque che sia sano e vispo.
Il tempo qui è molto variabile -per nulla caldo e spesso interrotto dalla pioggia -col mio lavoro sono attrezzato per ogni evenienza, cosa molto comoda.
E ora cara Mizzi prendo congedo con i più sentiti saluti e baci da te e dalla tua piccola armata-
State bene
Gust

1)Gusterl: nome del primo figlio avuto con Marie Zimmerman, la presunta Mizzi, la donna alla quale sono indirizzate le lettere qui trattate.

2)Marie Zimmermann:amica e amante di Klimt sino alla morte del pittore. Con lei intrattenne un lungo e solido rapporto, sebbene non la sposò mai per ragioni scritte in una lettera andata dispersa.

3) Otterl: secondo figlio di Klimt e Marie, morto prematuramente.

”Lettere ad un’amata” è la raccolta contenente queste due lettere. ed. Iquadernidiviadelvento

immagini: web